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martedì 27 dicembre 2016

Step 22 - Colore tè verde nell'architettura

L'opera in questione è il celebre museo NEMO (1997) realizzato dall'architetto italiano Renzo Piano, ed è situato ad Amsterdam.
Si tratta di un museo di scienze e tecnologie, al cui interno sono presenti tantissimi laboratori interattivi ed educativi, adatti dai più grandi ai più piccoli.
La peculiarità di quest'opera è la sua struttura: essa infatti ha la forma della prua di una nave di colore verde, ancorata in uno dei canali della città (la struttura esterna è realizzata con pannelli di rame per evitare la corrosione a contatto prolungato con l'acqua marina e l'ambiente costantemente umido).
L'edificio inoltre dispone di una terrazza che può essere considerata una vera e propria piazza dalla quale si può ammirare una vista spettacolare della città e sulla quale è presente un ristorante in cui poter pranzare.


Risultati immagini per museo nemo amsterdam


Il colore della mia indagine può essere trovato in diversi trattati di architettura (ma quasi solamente in architettura di interni, in quanto è un colore molto debole, più adatto a murature interne).
In particolare ho trovato in questo articolo (rivista Dezeen) una sfumatura del mio colore.
Si tratta di un idea innovativa (ma a budget limitato), che ha permesso al team multidisciplinare inglese "Aberrant Architecture" di realizzare proprio a Londra il loro "re-design" dell'interno di una vecchia scuola.
Utilizzano colori vivaci per le stanze in cui i bambini devono essere costantemente stimolati, mentre utilizzano colori chiari (come il mio) per rendere più "docili" i bambini e stimolare la creatività e il gioco collettivo.

domenica 27 novembre 2016

Step 18 - Colore tè verde nell'arte pittorica

Andrò ad analizzare il colore tè verde nelle arti pittoriche, nello specifico in quelle opere in cui il mio colore risulta evidente, poiché occupa la scena o addirittura è protagonista dell'opera.
Il risultato della mia analisi (molto lunga in quanto è un colore molto particolare!) è stata l'opera di Vincent Van Gogh , "Natura morta: vaso con rose" (1890), nel quale il mio colore fa da sfondo e si mescola con diverse tonalità di verde, rendendo l'opera ancora più ricercata da questo punto di vista.
Nel quadro si nota subito la sua appartenenza alla corrente Impressionista, anche se è meno evidente rispetto a precedenti opere dello stesso autore, in quanto è stato realizzato poco prima della sua "liberazione" dal manicomio di Saint-Rémy, quindi più vicino alla sua guarigione e alla sua svolta artistica, che lo portò a cambiare in parte il suo stile.
I fiori sono una costante nelle opere di Van Gogh e il pittore associa i colori verde e rosa alla stagione primaverile.
Attualmente il quadro è di proprietà della National Gallery Of Art di Washington D.C.


Vincent Van Gogh, "Natura Morta: vaso con rose", 1890, Washington National Gallery Of Art

sabato 19 novembre 2016

Step 16 - Colore tè verde nel design

Sono andato ad analizzare in questo post una delle icone del design italiano nel dopoguerra ed in seguito nel mondo, nella colorazione più vicina al colore "Tè Verde": sto parlando della famosissima "Vespa"!
Piaggio Vespa, modello PX125 (anno di produzione 1977- 2010)

Brevettata nel 1946 da Corradino D'Ascanio, ingegnere aeronautico della Piaggio, è diventata nel tempo uno dei prodotti di design industriale più famosi al mondo, usata più volte come simbolo del design italiano stesso, tanto da essere tutt'oggi esposta nelle collezioni permanenti del "Triennale Design Museum" di Milano e del MoMa di New York.

La Vespa nasce nel clima del dopoguerra italiano, quando l'Italia si trovava allo stremo delle forze: mancava il lavoro, scarseggiavano i beni di prima necessità e l'economia era ad un minimo storico. Ma la guerra era finita, quindi si poteva iniziare a pensare in "positivo" e quindi ad una Ricostruzione.
Il problema della mobilità si pone subito come uno dei più urgenti per rimettere in sesto l'economia del paese: si iniziano a ripristinare linee ferroviarie, autostrade per favorire lo scambio,il commercio e il lavoro.
Molte persone utilizzavano la bicicletta, ma essa era poco pratica per coprire lunghe distanze e strade dissestate. In questo periodo si soffriva la mancanza di mezzi di trasporto pratici ed economici.
In questo scenario si inserisce la figura di Enrico Piaggio, che matura l'idea di lanciare sul mercato un prodotto del tutto nuovo: partendo da studi di ergonomia per la forma e da nozioni di aeronautica per la carrozzeria esterna, Piaggio riuscì a creare un mezzo di trasporto pratico e comodo, nonché economico per far fronte alla crisi del dopoguerra ed essere così accessibile a tutti.


venerdì 18 novembre 2016

Step 15 - Colore tè verde nella pubblicità

In questo post sono andato a ricercare il colore tè verde nella pubblicità, più precisamente nella cartellonistica pubblicitaria (contemporanea e non) di noti brands.
Il colore può essere presente in tutto il manifesto, nello sfondo o solamente in un elemento che caratterizza la scena grafica.
Nella scelta del colore mi sono rifatto alla codifica del "colore tè verde" secondo le già citate coordinate del colore (non ho preso il colore della bevanda o di pubblicità relativa ad essa, poiché differiscono nella resa cromatica).

Il primo manifesto analizzato è stato realizzato da Marcello Dudovich, un noto grafico italiano appartenente all'Art Nouveau di inizio '900.
In particolare è stato realizzato per Pietro Bortolotti, nella campagna pubblicitaria per i suoi profumi.
Possiamo notare come il colore analizzato occupi tutto lo sfondo attorno all'immagine centrale.
Marcello Dudovich, manifesto per Pietro Bortolotti (1899)

Il secondo manifesto analizzato è stato stampato dalla ditta francese L. Revon et Cie, per la nota ditta di liquori "Absinthe"; in particolare nel manifesto viene presentato lo specifico prodotto "Absinthe Blanqui".
Possiamo notare la presenza del colore nel vestito della donna dallo sguardo ammiccante, nel nastro che le lega i capelli e infine nella grafica che contorna la figura della donna e crea un contrasto cromatico davvero piacevole con lo sfondo circostante.
L. Revon et Cie, "Absinthe Blanqui Maquette" (1898) 

Il terzo manifesto analizzato è di Raymond Savignac, un pubblicitario francese della seconda metà del Novecento.
Si tratta della celebre pubblicità per l'acqua minerale "Perrier" (1951).
Il colore prende forma nello sfondo che contorna la figura dell'omino rosso che sorregge il prodotto.
Raymond Savignac, manifesto acqua Perrier (1951)

L'ultimo manifesto analizzato riguarda una pubblicità di metà Novecento della casa automobilistica tedesca, la "BMW", in particolar modo il nuovo modello uscito nel 1963, la "1800".
In questo caso il colore riguarda proprio la verniciatura della vettura, posta in primo piano nel manifesto.
Manifesto "BMW 1800" (1963)